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Le nuove tariffe di terminazione: chi vince e chi perde nel rapporto tra operatori

Sandro Frova

28 mag 2008

L’AGCOM ha appena varato il provvedimento per la consultazione (30 giorni) sul riassetto delle tariffe di terminazione mobile, che segue di pochi giorni la decisione sulle nuove tariffe di terminazione fissa. Sono due partite importanti per svariati motivi: muovono somme rilevanti all’interno del settore delle TLC; confermano quanto delicata potrà essere, in futuro, l’applicazione dei principi comunitari dell’armonizzazione e del veto; determinano un impatto progressivo sui prezzi finali. Nel seguito mi soffermo sul primo aspetto.

 Sia nel mobile che nel fisso si sono registrate reazioni dure da parte degli operatori “minori”, ovvero H3G da un lato, Fastweb e British Telecom Italia dall’altro. Le tavole seguenti, estratte dal sito di AGCOM, sintetizzano le proposte/decisioni; si consideri che per Telecom Italia la terminazione fissa è già oggi pari a 0,57 centesimi.

 

Tavola 1 – Valori delle tariffe di terminazione mobile, 2008-2011 (proposte, in consultazione)

Proposta di glide path

 

Dal 1°/7/08
(dal 1°/9/08 per H3G)

Dal 1°/07/2009

Dal 1°/07/2010

Dal 1°/07/2011

Telecom Italia

8,85

7,7

6,6

5,9

Vodafone

8,85

7,7

6,6

5,9

Wind

9,51

8,7

7,2

5,9

H3G

13,00

11,0

9,0

7,0

I livelli ed il glide path della terminazione mobile prevista dalla nostra Autorità ci pongono abbastanza nella media europea, pur se oggettivamente diversi e lontani dalla Francia, che costituisce al momento l’eccezione nel vecchio continente. Essi hanno il pregio, a prescindere da qualsiasi considerazione sui valori assoluti, di permettere alle imprese di usufruire di un orizzonte di pianificazione quadriennale proprio in una fase in cui molte incertezze gravano sia sui ricavi che sui piani di investimento.

H3G  ritiene eccessiva la riduzione della propria terminazione, dichiara di voler interrompere immediatamente il deployment degli investimenti, ivi compresi quelli relativi al digital divide, paventa un grave rischio occupazionale. Gli altri tre operatori non hanno rilasciato grandi dichiarazioni, e probabilmente non andiamo lontani dal vero se diciamo che “speravano di meglio” e “temevano di peggio” (anche in ottica comunitaria). Dunque mi pare che il punto, sulla terminazione mobile, sia di comprendere se le lamentele  di H3G sono, in ottica economica, condivisibili. Mi limito ad osservare che, negli altri paesi europei in cui essa è “quarto” operatore, H3G ha una tariffa di terminazione più bassa di quella italiana odierna (ma tendenzialmente più bassa anche di quella che avrà dal primo di settembre), ed una asimmetria di terminazione rispetto al primo operatore decisamente più bassa. E nei paesi in cui H3G è assente, Francia e Germania, l’ultimo operatore (in Francia è il “terzo”, ovvero Bouygues) gode di una asimmetria molto inferiore a quella che oggi ed anche “domani” H3G ottiene rispetto a TIM e Vodafone. Saranno numeri banali, ma tutto sommato non  evidenziano alcuna iniquità.

 

Tavola 2 - Valori delle tariffe di terminazione fissa, 2007/2010 (decisione)

 

Fasweb

Wind

BT Italia

Tiscali

Tele2

Eutelia

Altri operatori

01/07/2007

2,01

1,90

1,78

1,76

1,45

1,25

1,25

01/07/2008

1,53

1,44

1,38

1,36

1,15

1,02

1,02

01/07/2009

1,05

1,01

0,97

0,97

0,86

0,80

0,80

01/07/2010

0,57

0,57

0,57

0,57

0,57

0,57

0,57

 

Per la terminazione fissa valgono considerazioni  diverse. Come si vede dalla tavola 2, al 2010 tutti gli operatori avranno 0,57 centesimi; il fatto è che, rispetto ai valori che erano stati indicati in precedenza, la decisione ha portato sia ad un abbassamento delle terminazioni (ora il valore più elevato è 2,01 centesimi di Fastweb, che nella proposta precedente aveva 2,6 centesimi) che ad un restringimento del loro ventaglio (prima si disperdevano maggiormente, ora sono più concentrate): è facile osservare che già a luglio 2008 il ventaglio si chiude parecchio, e che nel 2009 - “penultimo” anno- le differenze sono veramente ridotte. Nel caso della terminazione fissa, dunque, il valore assoluto delle asimmetrie stabilite dall’AGCOM è molto contenuto, mentre è piuttosto elevato in termini relativi, trattandosi di differenze di decimi di centesimo applicate però su un valore base di 0,57 centesimi. Peraltro, e questo mi pare un aspetto rilevante, la maggior velocità  (allineamento al luglio 2010 rispetto al luglio 2011 del mobile) ed il restringimento del ventaglio dei valori puniscono certamente gli operatori OLO fissi infrastrutturati

In sintesi, decisione e provvedimento hanno il merito di tentare di definire una volta per tutte il glide path delle terminazioni asimmetriche. Detto questo, tre sono secondo me le conclusioni principali.

    • I valori individuati per la terminazione fissa, pur se apparentemente meno capaci di creare distorsioni in quanto assai ridotti, sono quelli che potrebbero invece risultare più dannosi per la capacità di sviluppo competitivo delle TLC fisse, un settore che  già fatica a trovare una soluzione all’equazione “impossibile” NGN / Concorrenza / Investimenti.
    • I valori della terminazione mobile, invece, lasciano maggiori spazi per lo sviluppo concorrenziale del settore. A mio parere, l’unica concreta –ma assai opinabile- giustificazione di una eventuale maggiore asimmetria in favore del quarto operatore sarebbe quella di garantirgli una seconda chance in termini di modello di business. 
    • Comunque la si guardi, il vero vincitore della combinazione delle nuove tariffe di terminazione fisse/mobili è Telecom Italia, che limita i danni nel mobile e vede “indeboliti” due pericolosi concorrenti nel fisso. 

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