NGN e costi di terminazione: la politica della Commissione Europea e le prospettive del mercato in Europa secondo EITO
Bruno Lamborghini
22 mag 2008

In occasione della conferenza stampa tenuta a Bruxelles l’8 maggio scorso per il lancio del nuovo Osservatorio EITO on line (www.eito.com) e alla presenza del Commissario Europeo Viviane Reding sono emerse alcune interessanti considerazioni sulla evoluzione dei mercati europei ICT:
- Il mercato ICT europeo, secondo le analisi di EITO, presenta tra il 2007 ed il 2010 una crescita annua attorno al 3% (in leggera contrazione tra il +3.6% del 2007 ed il +2.9% del 2010), sostenuta in particolare dagli sviluppi (oltre il +5% annuo) del software e dei servizi IT, mentre le telecomunicazioni presentano andamenti sempre più contenuti (dal +2.2% del 2007 al + 1.8% del 2010). A confronto, il mercato ICT statunitense presenta tassi vicini al 5%, la Cina oltre il 10%, il Giappone attorno al 2%, con una media mondiale che passa dal +6.3% nel 2007 al +5.2% nel 2010.
- Se è vero che la ripresa dello sviluppo del mercato del software e dei servizi IT in quasi tutti i paesi europei (con l’eccezione dell’Italia per i servizi IT) appare positivamente significativa in quanto software e servizi sono i motori delle nuove applicazioni delle reti digitali e dei nuovi servizi e contenuti web-based, l’andamento degli apparati e servizi di telecomunicazione appare ancora non adeguatamente sfruttare le mutazioni applicative indotte dalla diffusione della banda larga in specie nel cosidetto mobile-internet.
- I 100 milioni di linee fisse a banda larga attualmente esistenti in Europa sono essenzialmente ancora basate su tecnologie DSL, mentre le reti europee NGN in fibra sono ben lontane da quanto realizzato in Giappone, Corea ed in parte negli USA. I fattori di spinta in quei paesi appaiono determinati da politiche pubbliche di intervento finanziario o regolatorio (il governo giapponese sostiene finanziariamente la cablatura in fibra dando a NTT il monopolio della rete, in USA il sistema regolatorio lascia piena libertà di investire e gestire senza vincoli a AT&T e Verizon in competizione con i cable operators e con il nuovo consorzio Wimax).
- Il Commissario Reding si è mostrata preoccupata del gap dell’Europa e tra i paesi europei circa la diffusione di reti NGN con conseguenti ritardi nella evoluzione delle applicazioni web based sia consumer che business per reti fisse e mobili e ha indicato la prossima uscita di una raccomandazione sul trattamento regolatorio delle reti NGN così come di un Broadband Performance Index. Si tratta di capire se verranno introdotte nuove proposte regolatorie in grado di creare condizioni favorevoli agli investimenti ed alle scelte delle imprese e non invece di rendere ancora più complesse e vincolate tali scelte.
- Il rapporto EITO 2008 ha evidenziato l’area del mobile data e del mobile internet come l’area più dinamica in Europa, a fronte peraltro di una crescita tre volte maggiore negli USA. Per accelerare tale evoluzione che certamente appare aprire grandi prospettive, da parte del Commissario Reding si è sottolineata la necessità di favorire l’utenza riducendo i prezzi di accesso attraverso minori o addirittura l’annullamento dei costi di terminazione. L’intervento della Commissione su questo tema, che intende proseguire quanto avvenuto per il roaming, nel corso del dibattito alla presentazione di EITO è stato fortemente messo in discussione, rilevandone gli aspetti fortemente penalizzanti nei confronti delle possibilità di finanziamento dei nuovi investimenti da parte degli operatori, con conseguenze opposte rispetto agli obiettivi della Commissione.
Le due tematiche evidenziate dal Commissario Viviane Reding e dagli interventi ascoltati alla presentazione di EITO sul futuro delle telecomunicazioni in Europa (a cui sono legati anche gli sviluppi del software e dei nuovi VAS di rete) invitano a fare alcune considerazioni riguardanti il caso italiano, su cui sarebbe interessante aprire una discussione attraverso la-rete.net.
Il tema più importante riguarda la rete NGN, per il cui sviluppo sembra che siano indicate due strade.
La prima è quella prospettata domenica 18 maggio sul Corriere della Sera da Massimo Muchetti, che riprende il presidente dell’Authority Corrado Calabrò, e guarda ad un intervento di politica industriale che consenta a Telecom Italia di rendere conveniente un “investimento a ritorno scarso per l’investitore diretto e alto per l’insieme dell’economia” (modello giapponese o coreano) oppure ad azioni tese a favorire gli operatori con condizioni di mercato concorrenziale, senza vincoli per investimenti finalizzati a ritorni diretti e con pluralità di tecnologie (modello americano). L’altra via a carattere regolatorio a livello europeo, che sembra prospettare la Commissione UE, apre ulteriori perplessità.
Infine, la riduzione o eliminazione dei costi di terminazione è veramente l’elemento in grado di far decollare il mobile internet (nuovi contenuti e servizi su mobile) ? O non vi sono invece altri fattori su cui agire, senza ulteriormente penalizzare la capacità di finanziamento degli investimenti degli operatori?
Anche su questo sarebbe utile aprire la discussione.