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Le trasformazioni del mercato televisivo

Augusto Preta

02 lug 2008

Nel 2007 il mercato della televisione in Europa é cresciuto del 4.7% complessivamente, rispetto al +6.2% del 2006, raggiungendo così un valore di €89 miliardi. E’ quanto emerge dal sesto rapporto ITMedia sull’andamento del mercato della TV digitale nell’ultimo anno.
Le risorse pubblicitarie hanno toccato i €37.5 miliardi, +3.2% rispetto all’anno precedente, più o meno in linea con il tasso d’inflazione. La maggior parte dell’aumento è attribuibile a nuovi canali digitali ed alle offerte IPTV, mentre i canali tradizionali fanno registrare performance di crescita più modeste. Pertanto, i servizi innovativi, anche se ancora marginali, sono i segmenti più vivaci del mercato televisivo. Inoltre, mentre la televisione continua ad essere il segmento più ricco del mercato pubblicitario, internet diventa un medium sempre più popolare, raggiungendo, in alcuni paesi, la radio quale terzo canale pubblicitario, dopo televisione e stampa.
La pay TV spinge il mercato, crescendo del 9%, dopo tre anni di crescita a doppia cifra, e raggiungendo un valore di €32.2 miliardi. I contenuti on demand diventano sempre più popolari,, nonché vengono identificati come caratteristica chiave per I fornitori di servizi pay TV, in grado di attrarre un maggior numero di spettatori.
La diffusione della TV digitale avanza: alla fine del 2007 vi erano quasi 90 milioni di abitazioni dotate di TV digitale in Europa Occidentale, pari al 54% del totale. Dopo l’Olanda, anche la Finlandia e la Svezia hanno completato lo switch off nel corso del 2007.
Le nuove piattaforme, come ADSL, FTTH, stanno ancora cercando una collocazione nel mercato: nonostante sia ancora una piattaforma marginale, l’IPTV fa registrare risultati interessanti: alla fine del 2007 vi erano 5.2 milioni di abitazioni abbonate a servizi di IPTV, metà delle quali in Francia.
Dopo il lancio del primo servizio commerciale di mobile broadcast TV, in Italia, nel 2006, altri servizi sono stati attivati in Germania, Finlandia e Regno Unito. Si attende il lancio di altri servizi secondo lo standard DVB-H, che ha ottenuto il pieno sostegno della Commissione europea. Tuttavia, questo è ancora un mercato piuttosto piccolo, con circa un milione di persone che guardano la TV mobile, principalmente in Italia. Nel Regno Unito, il servizio BT Movio, offerto da Virgin Media, ha dovuto chiudere a causa dei risultati insoddisfacenti.

La pubblicità televisiva nel 2007

Il 2007 ha visto il rafforzamento delle nuove tecnologie televisive: il successo della TV digitale terrestre, le nuove offerte IPTV, la diffusione di contenuti audiovisivi su terminali mobili e su internet hanno posto le basi per un nuovo panorama audiovisivo, che sta modificando le abitudini di consumo del pubblico.
Le piattaforme digitali offrono ai propri clienti nuovi servizi, spesso connessi all’interattività: video on demand, catch up TV, forum e chat rooms con altri utenti. E questa è solo una parte delle più recenti formule commerciali.
L’industria pubblicitaria cerca formati commerciali alternativi, che si adattino a tale contesto. Lo split screen o il product placement tentano di compensare il rallentamento del mercato pubblicitario televisivo, mentre su internet I motori di ricerca, link sponsorizzati e altri formati grafici rappresentano la parte più consistente della crescita del mercato.
Nonostante questi cambiamenti, il mercato della pubblicità televisiva è cresciuto del 3.2% nel 2007. Ogni paese ha però modelli di sviluppo differenti. In Spagna la pubblicità televisiva è ancora un mercato vivace, ma nel Regno Unito il mercato è quasi fermo: solo +1% rispetto al 2006. D’altra parte, internet in questo paese rappresenta il 15% del mercato pubblicitario, e nel 2007 i ricavi pubblicitari di Google hanno superato quelli di Channel 4 e ITV. Addirittura, in Svezia si prevede che nel corso del 2008 la pubblicità su internet superi quella televisiva. Del resto, in tutti i maggiori paesi, la crescita degli investimenti pubblicitari televisivi è attribuibile in maniera preponderante ai nuovi canali digitali, mentre i broadcaster tradizionali presentano tassi di crescita modesti.
In Francia internet è il quarto medium più popolare, ma si sta avvicinando alla radio, ed è probabile che presto riesca a superarla. In Spagna internet ha fatto registrare i tassi di crescita più elevati, +55%, anche se I valori, €482 milioni, sono ancora distanti da quelli televisivi. Secondo le previsioni, nel 2008 i ricavi pubblicitari di internet continueranno a crescere, superando €700 milioni. Entro la fine del 2009 internet sarà il terzo medium più ricco, dopo TV e stampa.
Il 57% dei cittadini europei accede regolarmente ad internet ogni settimana. Per la prima volta, i giovani nella fascia di età compresa tra i 16 e i 24 anni accedono ad internet più frequentemente di quanto non guardino la televisione – l’82% dei giovani utilizza internet tra i 5 e i 7 giorni la settimana, mentre “solo” il 77% guarda la televisione con la stessa regolarità, una diminuzione del 5% rispetto all’anno precedente. Nella stessa fascia d’età, i giovani trascorrono inoltre il 10% del proprio tempo in più navigando su internet piuttosto che a guardare la televisione, e quasi la metà, il 48%, dichiara che il proprio consumo televisivo è calato come conseguenza dell’uso di internet.
Mentre i più giovani privilegiano l’online rispetto alla televisione, il numero di quanti guardano la TV é rimasto stabile all’86% durante gli ultimi tre anni.
Internet sta diventando rapidamente un nodo centrale per tutti i media: gli utenti internet infatti fruiscono in misura sempre maggiore di riviste,quotidiani, radio e televisione in formato digitale
Il numero di persone che guarda televisione, film o video clip online almeno una volta al mese é cresciuto del 150% dal 2006. Questo è anche il risultato della crescita nell’adozione della banda larga: l’81% degli utenti internet utilizza una connessione a banda larga.

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