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Luci ed ombre sul mercato dell’ICT in Italia nel 2007-2008

Giancarlo Capitani

21 apr 2008

Il 2007 è stato ancora una volta un anno di bassa crescita per il mercato italiano dell’ICT, il cui sviluppo appare frenato sia da fattori di tipo congiunturale sia da cause strutturali difficili da rimuovere.
Mentre a livello mondiale la spesa e gli investimenti in ICT sono aumentati del 5.5% rispetto al 2006, in Italia la crescita è stata soltanto dello 0.9%, in rallentamento rispetto al +2% dell’anno precedente (fig. 1).

I due mercati, quello dell’informatica e quello delle telecomunicazioni, sono caratterizzati in questa fase da una progressiva convergenza sul lato delle tecnologie e delle applicazioni ma da una ancora notevole divergenza nei rispettivi fattori di vincolo e di crescita nel nostro Paese.

Il mercato dell’informatica
Il mercato dell’informatica (IT), che è cresciuto del 2%, circa la metà di quello europeo e un terzo di quello mondiale, da un mix di vincoli strutturali (la scarsa informatizzazione delle piccole imprese e delle Regioni del Mezzogiorno, la progressiva riduzione nel tempo della spesa IT da parte della Pubblica Amministrazione Centrale), la cui origine, prima ancora che da fattori di natura economica, dipende da vincoli di natura culturale, da una ancora scarsa percezione da parte dei decisori sia pubblici che privati dei vantaggi che un uso più intensivo dell’IT può conferire all’efficienza e all’efficacia delle imprese e degli Enti Pubblici e, ancor piu’,del Sistema Paese nel suo complesso.
Il mercato IT cresce, di conseguenza, in Italia secondo un modello a macchia di leopardo e non in modo sistemico, con divari profondi tra imprese ed Enti che innovano, utilizzando in modo strategico l’IT,ed altri che non lo fanno, perdendo efficienza e competitivita’ rispetto ai primi.
I gap non sono più, dunque, interpretabili secondo i modelli tradizionali che correlavano in modo univoco i ritardi nella penetrazione e nell’utilizzo dell’IT alla dimensione aziendale o al settore di appartenenza delle imprese, poiché la vera discriminante che si sta stabilendo è tra chi innova e chi non innova e tra chi lo fa con il supporto dell’IT e chi non lo fa, indipendentemente dalla dimensione, dal settore e dal territorio di appartenenza.
In questo quadro negativo l’eccezione è rappresentata da 2 soggetti che nel 2007 hanno manifestato un notevole dinamismo ed una altrettanto notevole propensione alla spesa e agli investimenti in tecnologie e applicazioni IT: le medie imprese e le famiglie.

Il mercato delle Telecomunicazioni
Il mercato delle telecomunicazioni (TLC) ha registrato una crescita molto contenuta nel 2007 nel nostro Paese (0.4% contro il 2.1% del 2006), come risultante di un forte rallentamento che ha interessato sia la telefonia mobile (dal 4.5% del 2006 all’1.8% del 2007) sia quella fissa (-1.3%).
Entrambi i segmenti hanno sofferto gli effetti di una accesa competizione sul fronte delle tariffe e di un significativo processo di adozione di soluzioni tecnologiche innovative che, in non rari casi, consentono anche abbattimenti di costi e riduzioni della spesa complessiva.
Il mercato delle telecomunicazioni sta soffrendo in questa fase del fenomeno del downpricing delle tariffe, ben noto da anni nel mercato dell’informatica, caratterizzato da un divario sempre più ampio tra una crescita del volume di traffico ed un calo sensibile del relativo valore economico.
Per i servizi di telecomunicazioni il 2007 è stato  un anno di transizione  caratterizzato da offerte al ribasso ed interventi regolatori relativi all’abolizione dei costi di ricarica che hanno determinato una situazione di sostanziale stagnazione.
La contrazione maggiore in termini assoluti è stata sicuramente registrata dai servizi di fonia tradizionale che proseguono una china discendente iniziata nel 2000 e che ha portato ad una riduzione del valore per oltre un quarto rispetto al massimo storico del 1999.
È continuato a crescere, se pure a tassi inferiori al passato il numero di accessi a banda larga che ha superato la soglia dei 10 milioni di accessi, livello che nonostante l’intensità e la velocità con cui la banda larga si è diffusa nel nostro Paese, posiziona l’Italia è in ritardo rispetto agli altri Paesi.
A fine 2007 la percentuale di famiglie connesse a banda larga era del 25% contro una media europea del 42% e questa diffusione come è noto è caratterizzata da forti divari tra aree urbane e non urbane.
I servizi mobili, per quanto penalizzati dal decreto Bersani, sono riusciti a contenere il rallentamento, dimezzando la crescita, in particolare i servizi voce hanno subito una riduzione di circa il 2% in valore ma a fronte di un sensibile aumento in termini di utilizzo, valutabile in circa il 15%.
Diversa è stata la situazione dei VAS la cui crescita è risultata in lieve calo raggiungendo un valore prossimo ai 5 miliardi di euro.
In questo segmento continuano a detenere una quota elevata gli SMS che rappresentano oltre la metà del giro d’affari, ma crescono rapidamente anche i servizi di browsing internet (favoriti dalle soluzioni di broadband mobile con HSDPA) e quelli di email mobile, sia sul segmento business che sul mercato consumer.

Le previsioni per il 2008 per il mercato dell’ICT
L’incertezza che caratterizza attualmente lo scenario economico sia a livello internazionale che italiano rende più complesse e meno affidabili le previsioni di crescita del mercato ICT per l’anno in corso.
L’andamento poco positivo dell’economia, con una crescita prevista dello 0.3% in Italia, rappresenterà sicuramente un vincolo alla crescita della spesa e degli investimenti in ICT: il calo della crescita dei consumi potrebbe rallentare l’acquisto di PC da parte del mondo consumer, il calo previsto nella crescita degli investimenti potrebbe comportare una riduzione dei budget IT delle imprese e le difficoltà crescenti di accesso al credito da parte delle PMI potrebbero indurre al rinvio di progetti innovativi.
Inoltre, le numerose e importanti operazioni di acquisizione e fusione verificatesi nel 2007 nei settori delle Banche e delle Utilities comporteranno processi di consolidamento e di razionalizzazione delle infrastrutture e delle applicazioni IT con conseguente riduzione dei budget relativi.
Ma altri fattori agiranno, al contrario, in senso positivo.
Le imprese italiane, dovendo operare efficacemente su mercati sempre più globalizzati dovranno rapidamente allinearsi ai livelli di produttività dei propri competitori, investendo in modo intensivo in innovazioni di prodotto e di processo supportate da tecnologie e soluzioni ICT.

Le famiglie e i consumatori individuali, nonostante la diminuzione del loro potere d’acquisto, manterranno probabilmente una propensione ancora elevata all’acquisto di device innovativi e all’utilizzo della rete per accedere a nuovi servizi.
Sul lato delle telecomunicazioni eserciteranno un’influenza positiva sulla crescita del mercato 3 fattori.
Il primo,di natura contabile, e’ relativo al fatto che nel 2008 il mercato non verrà penalizzato, come nel 2007, dall’eliminazione dei costi di ricarica.
Gli altri due sono relativi agli effetti positivi che deriveranno da un lato dalla ripresa degli investimenti dei carrier indirizzati alla realizzazione della NGN nella rete di accesso e,dall’altro, dal lancio di nuovi servizi sul mercato: in particolare i servizi di convergenza fisso-mobile (sia fonia sia broadband), ma anche servizi multimediali (IPTV in primis) da cui si attendono segnali incoraggianti.
Alla luce di questo scenario è prevedibile che il mercato ICT crescera’ nel 2008 in Italia, secondo le stime NetConsulting, dell’1.9%, con una inversione dei trend tra TLC (+2.1%) in crescita e IT (1.6%) in rallentamento.
Ma il punto importante è che il nostro Paese deve fare un salto strutturale di innovazione di sistema che richiede una visione di medio e lungo periodo e una  potente regia che ne definisca  gli strumenti e le condizioni per la sua realizzazione concreta .
Ci si augura che il Governo che a breve si insedierà si assuma questo compito ormai non più rinviabile.

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