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Lo scorso dicembre è stata costituita la Commissione del Dividendo Digitale, composta da 4 senatori e 4 deputati, e presieduta dal senatore Bruno Rertailleau. Dopo la pubblicazione di un rapporto intermedio ad aprile scorso, la Commissione ha pubblicato il rapporto definitovo a fine luglio1. Il rapporto contiene una serie di proposte sul Dividendo Digitale rivolte al Primo Ministro, il quale entro metà ottobre dovrebbe pubblicare le sue decisioni in materia.
LA SITUAZIONE E LE PROSPETTIVE DEL MERCATO Stando all’ultimo rapporto dell’Osservatorio della TV Digitale2 pubblicato il 2 ottobre scorso (http://www.csa.fr/upload/publication/observatoire_tv_numerique_phase_1.pdf) il 57,8 % delle famiglie francesi (14,6 milioni) hanno accesso alla televisione digitale e praticamente il 30 % delle famiglie sono interamente digitali (tutti i televisiori sono digitali). La piattaforma che più contribuisce all’accelerazione della digitalizzazione è la DTT anche se l’ADSL assume un ruolo determinante. Oggi 7,6 milioni, vale a dire il 30 % delle famiglie, hanno accesso alla DTT. L’etere terrestre resta la principale piattaforma per l’accesso ai programmi televisivi. Il 50 % delle famiglie ha accesso alla televisone unicamente via la l’etre terrestre (rete fissa). Stando ai lavori della Comissione del Dividendo Digitale, nel 2014 il satellite dovrebbe superare l’etere terrestre et nel 2020 la parte dell’etere terrstre sarà marginale. Per quanto riguarda la digitalizzazione in generale, circa la metà delle famiglie francesi è abbonata a internet (e il 48 % alla larga banda) anche se tecnicamente il 98 % può accedere a Internet tramite la rete fissa. Nei prossimi anni 5 anni la domanda di internet mobile dovrebbe crescere in media del 50 % all’anno. L’obiettivo della Commissione è di garantire 10 Mbit/s per abbonato su tutto il territorio tra il 2012 e il 2015. L’uso delle frequenze inferiori a 1 G Hz è considerato come indispensabile per raggiungere tale obiettivo. Queste frequenze, oltre a una buona propagazione nelle zone urbane, sono indispensabili nelle zone a debole densità di popolazione perché necessitano reti di diffusione meno dense rispetto a frequenze più elevate, e quindi l’infrastruttura di diffusione sarà meno cara.
I LAVORI DELLA COMMISSIONE In 9 mesi la Commissione ha interrogato praticamente tutti gli operatori televisivi e nel settore delle telecomunicazione e convocato tutte le personalità del settore. Ha commissionato una serie di lavori di natura economica e tecnica sull’evoluzione futura delle tecnologie di diffusione. Autorevoli prospettivisti hanno lavorato sugli usi sociali dei media nei prossimi anni. Infine la commissione ha fatto realizzare una serie su studi giuridici sulla definizione del concetto di Dividendo Digitale. I principi che hanno guidato il lavori della Commissione si possono così riassumere:
- ottimizzare, per ragioni tecniche ed economiche, l’uso delle frequenze inferiori a 1 G Hz
- attribuire la maggioranza delle frequenze VHF e UHF a servizi audiovisivi, nel rispetto della legge
- privilegiare l’uso delle frequenze liberate, nel quadro del Dividendo Digitale, per l’internet mobile
- applicare le decisioni della Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni del novembre 2007 (ITU) che prevede l’utilizzazione di una parte della banda UHF (790-862) per i servizi mobili.
L’OCCUPAZIONE DELLE SPETTRO E LE RICHIESTE DEGLI OPERATOTI DI TELECOMUNICAZIONE Stando ai lavori della Commissione, lo spettro delle frequenze è utilizzato in modo più razionale dagli operatori di telecomunicazione rispetto al mondo della televisione. Il fatturato generato dai due settori, riportato al M Hz, è di € 52 Milioni per il settore delle telecomunicazione e di € 20 milioni per quello de settore audiovisivo. Un uso più equilibrato dello spettro, come per esempio l’uso di 72 M Hz della banda UHF per l’internet mobile, permetterebbe un guadagno collettivo (aumento del PIL) di circa € 26 miliardi e la creazione di 60 000 posti di lavoro nel periodo 2012-2024. Attualmente la banda III-VHF (174-240 MHz) è utilizzata da Canal + per la diffusione della sua rete premium e in parte sarà addibita a partire dal 2009 per la diffusione della radio digitale con la tecnologia DMB. Le bande IV e V-UHF (470-862 MHz) sono utilizzate dalla televisione (470-830 MHz) e dall’esercito (830-862). La banda L (1452-1492 MHz) è risevata alla radio. l’UMTS occupa alcune bande superiori ai 1900 MHz fino a 2170 MHz. Gli operatori di telecomunicazione hanno richiesto l’accesso a 150 M Hz nella banda UHF, ma la Commissione preconizza l’attribuzione della sottobanda 790-862, vale a dire 72 MHz in totale. Questa sotto banda deve essere adibita all’internet mobile.
LE RACCOMANDAZIONI DELLA COMMISSIONE Sussistono ancora una serie di interrogativi che potranno condizionare l’uso definitivo dello spettro, come:
- il numero di reti che si possono effettivamente diffondere su un multiplex (4 reti TV HD in MPEG 4 a partire dal 2011)
- il numero di reti HD che gli operatori vorranno realmente lanciare, visti anche gli ingenti investimenti che l’HD richiede
- la copertura effettiva della DTT (il passaggio dall’85 % al 95 % della popolazione coperta si tradurrà in un aumento del 100 % dei costi di diffusione)
- la copertura effettiva della televisione mobile (70 % o più della popolazione)
La Commissione ha fatto 3 proposte principali:
- Riservare la maggioranza del dividendo digitale (da 470 a 790 MHz cioè 320 MHz, canali compresi da 21 a 60) per lo sviluppo dei servizi audiovisivi. Lo scopo è di diffondere entro il 2012, 11 multiplex DTT (circa 44 canali HD) con una copertura del 95 % della popolazione, e 2 multiplex per la televisone mobile (32 canali) con una copertura del 70 % della popolazione. Il passaggio al digitale si dovrebbe fare il modo progressivo a partire dal 2009, trasferendo le reti analogiche direttamente sulle frequenze digitali definitive.
- La banda III-VHF dovrebbe essere quasi totalmente adibita alla radio digitale (49 MHz in totale).
- 72 MHz (la sottobanda 790-862 MHz) dovrebbe essere attribuita agli operatori di telecomunicazione per lo sviluppo dell’internet mobile. Si tratta quindi di sottrarre 40 MHz alla televisione (l’11 % del totale occupato dalla televisione) e la totalità dello spettro utilizzato dall’esercito (32 MHz) per attribuirlo all’internet mobile. Almeno due operatori dovrebbero utilizzare la banda liberata che dovranno assicurare una copertura del 99 % della popolazione. Gli operatori di telecomunicazione dovrebbero versare una somma stimata in € 380 milioni per finanziare la migrazione delle attività televisive e quelle dell’esercito su altre frequenze.
CONCLUSIONE Tutti riconoscono la positività del lavoro della Commissione, ricco e equilibrato nelle sue proposte. Apparentemente gli operatori di telecomunicazione sono soddisfatti e quelli televisivi non si sentono espropriati del proprio bene. Il Primo Ministro, come previsto dalla legge, dovrebbe procedere nelle prossime settimane agli arbitraggi definitivi. Le sue decisioni condizioneranno lo sviluppo della DTT, della radio digitale e dell’internet mobile e il ritmo di sviluppo di queste piattaforme.
1 Leggi il testo del Rapport de la commission du dividend numerique au premier ministre
2 L’Osservatorio è costituito dal CSA, dal Comité Stratégique pour le Numérique, dalla Direction du Développement des Médias, e da France Télé Numérique Aggiungi questa pagina al tuo sito di Social Bookmarking preferito |